Inaugurato nel 1961, il Città di Arezzo è da oltre sessant’anni la casa degli amaranto. Oggi lo storico impianto toscano è al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione che punta a trasformarlo in uno stadio moderno, interamente dedicato al calcio.
Ci sono stadi che sono semplicemente impianti sportivi e altri che diventano parte integrante dell’identità di una città. Il Città di Arezzo appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Nel cuore della città toscana, a ridosso del Colle di San Cornelio, lo stadio rappresenta da più di sessant’anni la casa dell’Arezzo Calcio e uno dei luoghi simbolo della passione amaranto.
DAL 1961 LA CASA DELL’AREZZO
Il Città di Arezzo venne inaugurato il 24 settembre 1961, andando a sostituire il precedente stadio cittadino situato nell’area dell’ex Campo di Marte.
La struttura originaria aveva una conformazione ellittica ed era composta principalmente dalla tribuna centrale coperta e dalla cosiddetta Maratona. Nel corso degli anni l’impianto è stato progressivamente modificato.
Nel 1965 venne inaugurata la Curva Nord, mentre nel 1982 fu la volta della Curva Sud, destinata ai sostenitori amaranto.
Un altro momento importante arrivò nel 1992, quando lo stadio venne sottoposto a un importante intervento di ristrutturazione in occasione della visita di Papa Giovanni Paolo II ad Arezzo. Furono rinnovati anche spogliatoi, sala stampa e percorsi di accesso.
LA CURVA MINGHELLI, IL CUORE AMARANTO
Ma se c’è un settore che identifica più di ogni altro la tifoseria dell’Arezzo è la Curva Sud, oggi intitolata a Lauro Minghelli, storico capitano amaranto scomparso nel 2004.
La curva venne completamente ricostruita proprio nel 2004, dopo la promozione dell’Arezzo in Serie B. La nuova struttura fu realizzata direttamente a ridosso del terreno di gioco, eliminando una parte della pista di atletica.
Una scelta che cambiò radicalmente l’atmosfera dello stadio: la tifoseria venne avvicinata al campo e la Curva Minghelli divenne il vero cuore pulsante dell’impianto.
La nuova configurazione portò allora la capienza complessiva dello stadio a 13.128 posti.
OGGI IL CITTÀ DI AREZZO GUARDA AL FUTURO
Dopo oltre sessant’anni di storia, però, lo stadio aveva bisogno di un intervento radicale.
Ed è proprio qui che comincia il nuovo capitolo.
Il progetto di riqualificazione prevede una trasformazione completa dell’impianto: il campo verrà avvicinato agli spalti, la pista di atletica sarà eliminata e le curve e la Maratona verranno demolite e ricostruite.
L’obiettivo è creare un vero impianto “all’inglese”, con gli spettatori molto più vicini al terreno di gioco.
Non si tratta soltanto di rifare uno stadio.
Il progetto prevede infatti una struttura utilizzabile 365 giorni all’anno, con spazi destinati anche ad attività extracalcistiche, commerciali e di intrattenimento.
Sono inoltre previsti interventi legati alla sostenibilità energetica, con pannelli fotovoltaici e sistemi per il recupero dell’acqua.
UN CANTIERE SENZA FERMARE L’AREZZO
Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda la possibilità di continuare a giocare allo stadio durante i lavori.
Il cantiere è stato organizzato in quattro fasi e dovrebbe accompagnare la trasformazione dell’impianto fino al 2030, mantenendo la struttura operativa per tutta la durata degli interventi.
Un progetto enorme, destinato quindi a cambiare non soltanto l’immagine dello stadio, ma anche il rapporto tra l’Arezzo, i suoi tifosi e la città.
UN NUOVO STADIO PER UNA GRANDE PASSIONE
La trasformazione del Città di Arezzo rappresenta una delle operazioni infrastrutturali più interessanti tra le realtà del calcio italiano.
Il vecchio impianto resterà nella memoria dei tifosi, con le sue curve, le sue partite e le sue generazioni di giocatori. Ma davanti c’è una nuova sfida: costruire una casa amaranto moderna, accessibile e capace di sostenere le ambizioni future del club.
Perché uno stadio non è fatto soltanto di cemento, tribune e seggiolini.
È fatto di memoria, appartenenza e passione.
E ad Arezzo, quella passione ha ancora un colore preciso: l’amaranto.
